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sorelle lecce

PAOLO: DA DISCEPOLO AD APOSTOLO DELLA FRATERNITÀ


Dal 19 al 25 aprile scorsi, la splendida cornice della Casa Madre delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori a Lecce ha ospitato un corso di Esercizi Spirituali guidato da Don Tony Bergamo. All'incontro hanno partecipato tredici consorelle provenienti dalla Campania e dalla Puglia; tra loro, quattro sorelle hanno vissuto questo tempo come preparazione speciale al proprio Giubileo di Vita Consacrata: Suor Gilberta  Gerardi che ha celebrato il traguardo dei 75 anni di professione religiosa, insieme a Suor Aurelia Parlangeli, Suor Celine Mukeshimana e Suor Silvana Hungria, prossime al loro 25° anniversario.

Don Tony ha tratteggiato l’emblematica figura di San Paolo: un uomo trasformato dall'incontro con il Risorto e guida premurosa della comunità di Corinto. La Prima Lettera ai Corinzi ha offerto lo sfondo per una profonda riflessione sulla vocazione vissuta nella fraternità.

La vita comunitaria è chiamata a crescere quotidianamente attraverso l’appartenenza a Cristo e il dono di sé, rifuggendo logiche di prepotenza e dominio. La "stoltezza" del mondo, che ricerca la grandezza umana ignorando i propri limiti, è stata contrapposta alla sapienza di chi accetta tutto dalle mani di Dio. In quest'ottica, l’opera evangelica non si misura sui numeri, ma sulla forza della testimonianza, capace di suscitare nelle altre domande esistenziali profonde.

La riflessione si è soffermata sulle tre metafore paoline che descrivono la Chiesa e la vita spirituale:

  • Il campo coltivato: richiama la cura e il rispetto dei ritmi vitali. In comunità, ognuno offre il proprio contributo nel lavoro condiviso, consapevoli che solo Dio è colui che fa crescere.
  • L’edificio in costruzione: sottolinea la necessità di fondamenta solide, che hanno il nome di Gesù. La costruzione si avvale di materiali diversi — dai più preziosi ai più umili — tutti necessari alla stabilità dell'opera.
  • Il tempio di Dio: ogni consacrata è chiamata a essere dimora della Presenza Divina, ricordando che ogni divisione interna rappresenta una profanazione del corpo ecclesiale.

San Paolo mette in guardia la comunità da quattro insidie specifiche che ostacolano la crescita spirituale:

  1. I desideri cattivi: quando si cerca se stessi anziché la volontà di Dio.
  2. L’idolatria: la creazione di false immagini di sé e di Dio che generano distanza.
  3. La fornicazione: l'incapacità di amare le creature in Dio, riducendole a oggetto del proprio possesso.
  4. Il mormorare: un "brusio di fondo" che nasce dalla paura e dall'invidia, impedendo l'ascolto dello Spirito e logorando silenziosamente i legami fraterni.

Il percorso è culminato nella meditazione sul capitolo 13 della Lettera, il celebre Inno alla Carità. Don Tony ha evidenziato come i quattordici attributi della carità descritti da Paolo non siano solo concetti astratti, ma strumenti per un esame di coscienza quotidiano. Vivere l’amore significa agire concretamente per non ridursi a un "cembalo che tintinna", coltivando quella pazienza profonda per cui "l’Amore deve saper aspettare il passo degli altri".